ENTOMOFAGIA

By 12/03/2020 Uncategorized

La rivista Forbes lo definisce uno dei cibi che salveranno la terra e gli umani, ed è per questo che gli insetti si posizionano molto bene nel nostro piatto.
Secondo la Fao più di 2 miliardi di persone mangiano insetti regolarmente e le specie commestibili in commercio sono oltre 1.900.
Si mangiano insetti in piĂą di 100 Paesi nel mondo compresi tra Asia, Africa, Australia America centrale e America Latina e alcuni paesi Europei.

Da pochi anni anche in Europa dunque, in paesi come la Francia ma soprattutto in Olanda ci si comincia timidamente a cibare di scarafaggi, locuste, grilli, cavallette, ragni e scorpioni.
In Italia potrebbero presto essere disponibili sugli scaffali dei nostri supermercati come avviene in Cina dove è consuetudine cibarsi del ricercatissimo baco da seta, per esempio; o come in Thailandia dove è quotidiano sgranocchiare insetti bolliti o alla griglia.
Ma nel mondo pare che i piĂą apprezzati siano gli scarabei e i bruchi che vengono consumati fritti o alla brace.

Ma la domanda potrebbe essere “perché mangiare insetti in Italia dato che abbiamo già un’ottima cucina”?
Perché la questione non è solo italiana. La popolazione mondiale sta aumentando a dismisura e presto non ci sarà cibo per tutti. La sfida è produrre proteine “intelligenti” a basso impatto ambientale e climatico, che sfruttino meno suolo possibile, poche risorse non rinnovabili come l’acqua, e immettino meno CO2 possibile nell’atmosfera. L’insetto, sotto questo punto di vista, risulta essere perfetto poiché si nutre di cibo in decomposizione, funghi e piante, cresce in pochissimo spazio, non ha bisogno di mangimi e può essere allevato anche in casa, e soprattutto, per un chilo di insetti servono dieci litri d’acqua, contro i 22 mila litri che servono per il corrispettivo di carne. In termini di consumo di suolo e risorse ed emissioni di CO2, è l’alimento più ecosostenibile che ci sia.

So benissimo che molti storceranno il naso poiché l’accostamento di CIBO e INSETTI non è proprio appetibile, tuttavia questo blocco psicologico tenderà a svanire col tempo. In un primo momento vigerà la regola: BASTA NON VEDERLI
infatti avremo sugli scaffali del supermercato cibo contenente farine di insetti mimetizzate in biscotti, snack e persino pane e pasta.
Pare che l’abbinamento grillo (che sa di arachide tostato) e salsa di pomodoro non sia affatto male.

Cmq. se almeno una volta avete provato l’alchermes, un liquore colorato di rosso che trovate come bagna per alcuni dolci, avete provato la cocciniglia, una sostanza ricavata dal coleottero che in etichetta viene indicato come “colorante naturale” col codice E120 o E122.

Come ci insegnano le neuroscienze, probabilmente la reticenza iniziale potrebbe dipendere anche dal nome. Infatti in Australia le locuste stanno avendo successo. E’ bastato chiamarli “sky prawn”, cioè gamberetti d’aria e vualà.

Qui un ricettario in caso voleste cominciare a sperimentare.

Pronti per i nostri Tagliolini di Grilli con gamberetti d’aria mantecati in salsa di larva e crumble scarafaggi alla curcuma?

Ascolta qui la puntata di Cactus in cui ne parlo

Se siete dediti all’entomofagia, o siete degli esploratori di Novel Food, scrivetemi e fatemi sapere.

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