FOOD STORYTELLING

By 03/16/2021 Uncategorized

Dos e Don’ts nello storytelling

Lo storytelling è un viaggio emozionale che non parla alla ratio. In questo viaggio abbiamo la necessità di essere ricordati, risuonare coi valori dell’audience, essere memorabili, unici.

Noi tutti impariamo attraverso le storie. Nel corso dei secoli, le persone hanno trasmesso la cultura attraverso il racconto come parte essenziale del modo in cui apprendiamo. Questo risulta di fondamentale importanza quando si parla di marchi dove non è così importante il fatto in sé ma come viene raccontato; la famiglia del Mulino Bianco non esiste in realtà (o forse sì) ma è un ottimo modello per convogliare i valori della marca attraverso un sogno.
Le storie che si raccontano e i mondi che si creano attorno ad una attività offre un’idea cristallina di ciò che vogliamo rappresentare.

Necessita chiedersi in che modo il prodotto, basato su questo valore, risolve i problemi dei clienti. Che cosa dovremmo dire? La risoluzione dei sogni e bisogni/conflitti del cliente/prodotto diventa la base della storia.

Lo storytelling ha bisogno di alcuni elementi per essere efficace: visione chiara, abilità, pratica, creatività. Questo è vero quando scriviamo un documentario, un film, un romanzo, uno spot pubblicitario ma anche un nome per un prodotto.

10 Dos

  1. Struttura la storia nello stesso modo in cui sono strutturate le storie tradizionali, con un inizio, una parte centrale e una fine.
  2. Crea la narrazione che racconta come i valori fondamentali possono risolvere problemi.
  3. Rendilo coinvolgente in modo che incoraggi il pubblico a interagire con marchio.
  4. Utilizza messaggi chiari
  5. Racconta una storia che riguarda i tuoi clienti, non te stesso
  6. Assicurati che l’aspetto grafico corrisponda al messaggio che stai trasmettendo
  7. Fai ricerca sull’argomento: questo può aiutarti a motivarti, a far fluire i tuoi succhi creativi e ad aprire la tua mente a nuove possibilità
  8. Se puoi, usa l’ironia e l’umorismo. Ha sempre una buona presa
  9. Lavora in una squadra eterogenea per consentire uno scambio di idee, background, culture, religioni, ecc. L’isolamento è per vecchi poeti del secolo scorso.
  10. Keep it simple. Mantienilo semplice, anche se ti sembra stupido.

10 Don’ts

  1. Non essere prolissi, chiariamo subito il punto: chi, cosa, dove, perché e quando.
  2. Non aggiungere storie casuali perché pensi che aggiunga carattere. Non è così. L’unica cosa che aggiunge è la confusione.
  3. Non parlare degli obiettivi di vendita o di “vendere”.
  4. Non trasformare la storia in una presentazione. Prima di poter vendere qualcosa, crea fiducia con il tuo pubblico.
  5. Non raccontare troppi dettagli. Sebbene le metriche e la logistica della tua attività possano affascinarti, queste cose non sono il motivo per cui i tuoi clienti sono attratti.
  6. Non raccontare bugie.
  7. Non dirlo. Dimostralo. Consenti alle tue immagini e parole di parlare per la storia.
  8. Non raccontare due storie in una.
  9. Non lasciare slegati gli argomenti. Tutto deve concordare.
  10. Non usare linguaggio e simboli che possono essere offensivi per alcune categorie di persone.

Una storia avvincente crea una comunità attorno ai membri del pubblico.
Le storie sono sono attività con cui le persone possono relazionarsi e connettersi, oltre che trarre vantaggio. La comunità che si costruisce attorno alla nostra attività è quella in cui si creano clienti abituali che si fidano di ciò che facciamo e sono disposti a investire nelle nostre soluzioni.

 

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