IL CIBO DELLA FELICITA’

By 02/18/2021 Uncategorized

Fino a qualche anno fa, le cucine dei ristoranti erano spesso luoghi infernali: ritmi serrati, responsabilità altissime, ansia da prestazione come se piovesse e orari insostenibili.
In media, più grandi e importanti sono le cucine, più lo chef è stressato, depresso, ansioso e persino vittima di disturbi alimentari. Quindi, quando si dice che un piatto è condito con amore, spesso è totalmente il contrario: dentro c’è più rabbia e frustrazione che altro.

Immaginate voi di lavorare tutto il giorno con un Gordon Ramsey che vi urla contro, quando tutto quello che invece vorremmo è condividere la pacatezza sorniona di Antonio Cannavacciuolo oppure l’estrema gentilezza e misticismo di Pietro Leeman che usa pratiche orientali per “ripulire” le sue derrate alimentari da ogni negatività, appena queste arrivano in magazzino.

Ogni stato d’animo si ripercuote nel piatto e i piatti fatti davvero con amore si sentono.

Oggi gli chef più evoluti, cercano di prendersi più tempo, di andare a lavoro con la voglia di farlo, e si impongono di sfuggire alla pressione per dedicarsi ad alimenti che appagano i piaceri del palato e stimolano le sostanze presenti nel nostro corpo capaci di attivare il buon umore e il benessere della persona. Insomma esiste anche un’ingegneria della felicità e la si può mangiare. Ci sono cibi che stimolano la produzione di serotonina, dopamina e melatonina:
il cioccolato è il primo su tutti quando si parla di antidepressivi, e poi ci sono le fragole, i lamponi e tanti altri sorprendenti alimenti come il cavolo nero, la patata dolce, la frutta secca, il pompelmo, la liquirizia e la zucca. Questi alimenti hanno anche un aspetto che contribuisce ad aumentare la sensazione di piacere.
In effetti, nella Gastrofisica, combinando colori e forme si attivano nel nostro cervello, delle reazioni interessanti.
Per esempio la presenza del giallo e del rosso in un’insalata darà un senso di gradevolezza maggiore che sorprenderà il palato. Oppure se mangi una mousse al cioccolato da un piatto bianco sarà più dolce della stessa mousse servita in un piatto nero. Bere del whisky in una stanza di legno conferirà a quella bevanda dei toni più speziati, legnosi e avvolgenti che stimoleranno il nostro senso di benessere.
Al contrario lo stesso whisky bevuto in una stanza bianca e luci fredde non attiverà la stessa sensazione.

Quindi la felicità è anche un fatto di percezione e la percezione la si può creare.

Ascolta qui la puntata di Cactus – basta poca acqua, in cui ne parliamo

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