MICROALGHE

By 12/14/2020 Uncategorized

Uno dei cibi che l’ONU ha decretato essere il “cibo del futuro” è in realtà un cibo antichissimo. Usate dagli antichi romani, dagli aztechi, da dottori e cuochi dell’impero d’oriente e dagli europei atlantici, insomma nella storia a qualsiasi latitudine, tutti prima o poi hanno fatto ricorso alle alghe marine e di lago.
Nell’Italia più o meno contemporanea, le alghe arrivano grazie alla diffusione della cultura macrobiotica degli anni 80 e grazie al sushi milanese.
Ma oggi, più che di alghe – di cui confesso essere ghiotto – parleremo in particolare di alcune tipologie di micro alghe: la Spirulina nonostante sia stato definito «il miglior cibo del futuro» per le sue ottime proprietà nutritive, non è l’unica alga che possiamo consumare.
Infatti pare che la Clorella e l’alga Klamath, alghe di acqua dolce sono alghe ad altissima concentrazione di nutrienti e bastano pochi grammi al giorno per raggiungere il dosaggio raccomandato.

Ma perché dovremmo mangiare alghe o microalghe?
L’apporto proteico è più alto di qualsiasi altro tipo di alimento vegetale e animale e rappresenta addirittura il 60-70 % del peso del prodotto. Sono ricche di grassi insaturi omega 6 e omega 3.
Forniscono il 100% del fabbisogno giornaliero di vitamine.
Contengono circa 60 elementi minerali e oligoelementi tra cui ferro e iodio in altissime concentrazioni e contengo clorofilla più dell’orzo o del grano, e fitocianine, sostanze che hanno un grande potere antiossidante e antinfiammatorio. E’ vero che anni fa era impensabile parlarne, tantomeno mangiarle.
Contro la fame nel mondo – non dimentichiamoci che stiamo cercando fondi di alimenti per sfamare una crescente popolazione che arriverà a sfiorare i 10 miliardi entro il 2050 – oltre alla scoperta di nuove fonti di energia per l’essere umano, esiste un’altra interessante alternativa per percorre strade che possono portare a nuove forme alimentari salutari e allo stesso tempo rispettose dell’ambiente in cui viviamo capace di modificare gli stili di vita, le identità sociali e quindi il mercato.

Posseggono un costituente importante, l’acido alginico, che non viene digerito e si lega con i metalli pesanti e con elementi radioattivi che abbiamo assorbito dall’ambiente o dagli alimenti stessi, trasformandoli in sali insolubili che vengono poi successivamente eliminati dal nostro corpo.
Ci aiutano perciò a restare sani anche in un ambiente inquinato.

Alghe e microalghe, dunque, migliorano la nostra alimentazione compensando carenze e disinquinando l’organismo e il pianeta sopperendo a carenze di tipo nutrizionale.
Ma c’è di più; gli impianti per la loro produzione possono essere installati in qualunque luogo e su terreni non fertili, inoltre questi organismi vivono in acqua salata e non concorrono quindi a sfruttare una risorsa come l’acqua dolce, già abbastanza compromessa. Assimilando Co2 per crescere le microalghe possono “digerire” i fumi reflui di alcune tipologie di industrie, riducendo così l’effetto serra. Oltre che per l’alimentazione umana, le alghe vengono utilizzate anche come mangime per gli animali e nella concimazione organica dei terreni. Con esse si possono anche produrre sacchetti, recipienti e contenitori, alternativi alla plastica, completamente biodegradabili.

Le alghe, sin dall’inizio della vita su questo pianeta, sono la base della catena biologico-alimentare e forniscono da sempre l’intero corredo nutrizionale a tutti gli organismi viventi superiori. Una fonte pressoché inesauribile di energia naturale! Insomma, se invece di una cavalletta o di una larva, si preferisce qualcos’altro mi meno disgustoso all’aspetto, ci sono sempre le microalghe.

Per approfondire:
https://www.biosalus.net/alimentazione/alghe-un-cibo-antico-per-il-futuro.html
https://www.vitaesalute.net/alghe-il-cibo-del-futuro/
https://www.uci.it/dettaglionews/le-alghe-il-cibo-del-futuro

Ascolta la puntata di Cactus in cui ne parliamo

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