La pasta in 4D

La pasta cambia forma

Avete presente i rigatoni, le pennette e le orecchiette? Sono formati che appartengono al passato perché adesso possiamo avere formati più somiglianti a sculture o algoritmi. Si tratta della pasta stampata in 3D e cotta al forno o al laser. Ma c’è dell’altro, presto tutti i formati di pasta potrebbero avere tutti le stesse sembianze da cruda e prendere la loro forma definitiva una volta cotte. Stiamo parlando di pasta in 4D.

La pasta stampata con una stampante 3D si sta rapidamente diffondendo in tutto il mondo ma è ancora presto per arrivare al grande pubblico. Su questo argomento ci sta lavorando anche start-up italiana spin-off di un progetto di una grande azienda del settore.

La stampante di pasta in 3D si comporta un po’ come un personal chef digitale. Si mettono gli impasti nella macchina, si imposta il formato e quella provvede a preparare il pasto. Gli impasti possono anche contenere già il condimento o si acquistano bustine di prodotto già pronto da combinare. Se la ricetta vi piace, la inviate ad un amico che la può ripetere perfettamente uguale.
I vantaggi nell’avere uno chef personale digitale è principalmente quello di creare pasti personalizzati e diete che soddisfano specifiche linee guida sui nutrienti e, dal momento che la macchina ha la conoscenza di tutti gli ingredienti, può combinarli in modi unici per adattarli a tutte le esigenze biometriche e nutrizionali.

Questo credo sia il dato più importante, e cioè quello legato alle esigenze salutistiche delle persone.
Lavorando con micro e macronutrienti a un livello così preciso, permette di modellare il gusto e adattarlo alle preferenze individuali mantenendo il contenuto nutrizionale ma anche modulane il formato per renderlo idoneo anche a persone affette da patologie come la disfagia.
La cottura al laser può anche creare qualsiasi livello di calore agendo su strati singoli, il che contribuisce notevolmente a trame e sapori piacevoli mantenendo un controllo totale su dove sta cuocendo. Questa tecnica di assoluta precisione, risulta indispensabile quando si hanno cibi spessi anche solo pochi millimetri.

Non c’è da rimanere sbigottiti e increduli, sempre di più la tecnologia e la scienza sono strettamente legate all’alimentazione con buona pace di ciò che – specie noi italiani – riteniamo essere tradizioni.

Le nuove tecnologie ci stano già permettendo di restituire piatti gustosi e bilanciati con un notevole vantaggio per la salute specie in presenza di casi patologici. Questo nuovo modo di cucinare interessa molto alla NASA, agli ospedali, ai nutrizionisti e soprattutto ai trend-setter poiché la “customizzazione” del cibo rappresenta enormi possibilità.

Non dimentichiamo che tutta la ricerca del presente è indirizzata a salvaguardare la salute umana e del pianeta. E’ qui che si inserisce la pasta in 4D. Il Tangible Media Group del MIT di Boston ha da un paio d’anni, sviluppato un formato di pasta in grado di assumere la forma desiderata solo a contatto con acqua e calore. Si tratta di uno speciale tipo di pasta composta da due strati di gelatina e amido con pieghe pre-programmate su un dischetto di pasta liscia che una volta “calata” reagisce assumendo il volume e la forma desiderata.

Per ottenere questo effetto, hanno stampato in 3D delle strisce di cellulosa commestibile sullo strato superiore di gelatina che hanno due diverse reazioni all’acqua calda permettendo “l’arrotolamento o la piegatura”. Quindi, hanno chiesto l’aiuto di uno chef per trasformarlo in un cibo commestibile e gradevole al palato.

La domanda potrebbe essere, perché? A cosa serve? Cosa c’è che non va nella pasta che mangiamo oggi?
Uno dei motivi principali per cui il team ha deciso di impegnarsi in questo progetto è stato il risparmio di spazio. Hanno osservato che anche il packaging più performante sprecava fino al 67% dello spazio nelle confezioni che era occupato da semplice aria. Questa nuova pasta piatta come un disco di lasagna, potrebbe fornire all’industria del confezionamento una maggiore economia senza considerare la sua incidenza nel trasporto che, spesso impiega container e navi con conseguente immissione di CO2 e inquinamento dei mari.

Questo esperimento ci mostra come la stampa 4D potrebbe far emergere nuovi modelli di cibo e non solo.

Chi l’ha già assaggiata dice che ha un ottimo gusto e questo aspetto minimalista risulta essere intrigante. Ovvio non ditelo alle sfogline di Bologna e alle signore delle orecchiette di Bari.
Per adesso manteniamo il segreto.

QUI LA PUNTATA DI CACTUS IN CUI NE PARLO
http://https://www.spreaker.com/user/rkonair/cactus-basta-poca-acqua-che-piacere-ritr

LINK UTILI PER APPROFONDIRE
https://3dprinting.com/food/mit-produces-4d-shapeshifting-printed-pasta/
https://www.corriere.it/salute/nutrizione/18_giugno_02/cibo-futuro-stampato-3d-51481190-6656-11e8-a1d6-396872be4e4c.shtml
https://www.stampa3dstore.com/creata-la-prima-stampante-3d-alimentare-che-cucina-i-cibi-con-il-laser/
https://www.ong2zero.org/blog/stampare-il-cibo-in-3d-per-sconfiggere-la-fame-nel-mondo/

 

 

 

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