PESCE SINTETICO

By 02/11/2021 Uncategorized

Nel mondo si produce più pesce d’allevamento che manzo. La metà del pesce che vediamo nei supermercati proviene dall’acquacoltura; un metodo già adottato dai romani e che risale a più di 3000 anni fa. Davvero fantastico dal momento che non dobbiamo catturare i nostri pesci in natura, solo che la tendenza della pescicoltura sta diventando sempre più popolare. Il problema è che la maggior parte degli allevamenti ittici del mondo sono diventati incredibilmente dannosi per l’ambiente e per il pesce stesso, e dunque anche per l’uomo.

Le cattive pratiche ittiche spesso creano un cocktail mortale di azoto, fosforo e pesce morto.
L’acquacoltura ha iniziato ad affrontare gli stessi problemi dell’agricoltura e degli allevamenti: troppi pesci in poco spazio, acqua sporca, uso di antibiotici e pesticidi.

In Asia, dove si trova il 90% degli allevamenti ittici del mondo, gli allevatori usano spesso sostanze nocive per l’uomo vietate negli Stati Uniti, in Europa e in Giappone ma, liberamente utilizzate nei loro acquari.

Ci sono esempi di buone pratiche che vedono i pesci nuotare in spazi ampi, in gabbie pulite dalle onde, e nutriti sono con altri pesci ma, gli esempi sono molto rari. La maggior parte degli allevamenti ha definitivamente bisogno di implementare metodi più sostenibili.

La ricerca si è spinta alla creazione di carne vegetale o carne in vitro per sopperire alle esigenze di chi senza carne non riesce a vivere. Cosa ne sappiamo invece di chi ama il pesce? In tutto il mondo, miliardi di persone fanno affidamento sul pesce come principale fonte di proteine. Oltre agli allevamenti incontrollati, stiamo affrontando – da anni ormai – un problema che riguarda la pesca eccessiva che impoverisce la biodiversità e sta spingendo molti stock ittici al punto di collasso. Non solo questo ha conseguenze sul regno animale, ma colpisce anche molti di noi.
Una parte della soluzione è offrire più alternative ai consumatori come il Finless Food = Cibo Senza Pinne per definire un prodotto di laboratorio a base di pesce ma che non contiene pesce. Da non confondere col Surimi che invece sono scarti, residui e carcasse che comunque provengono dal mare ma assemblate con proteine incollanti nei laboratori alimentari di tutto il mondo. Qui stiamo parlando di pesce che non ha mai visto l’acqua. Ma neanche la vita, se è per questo.

Funziona esattamente come per la carne in vitro ed è completamente creato in laboratorio. Lo so che vi fa impressione pensare al laboratorio, ai camici, alle provette come qualcosa di alieno al cibo ma tenete presente che anche la birra viene fatta in laboratorio e non c’è niente di male.

La carne animale, come il pesce, è un’abitudine alimentare che molti perderanno nei prossimi anni, e questo non perché diventeremo vegetariani o mangiatori di alimenti precedentemente non-tecnicamente vivi, ma cambierà proprio la sostanza del nostro cibo come è sempre successo, ma questa volta motivati dal fatto che gli animali saranno più “sporchi”, pieni di antibiotici e di metalli pesanti.

Unico punto focale oltre alle proprietà nutrizionali e organolettiche, è mantenere il sapore. Ciò che ci guida è il gusto prima di tutto, con le giuste consistenze, gli odori, l’aspetto, poi vengono le implicazioni sociali.

Siamo esseri semplici, per noi il piacere vince su tutto e non accettiamo simulacri di gusto.

Qui la puntata di Cactus dove ne parliamo

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