UPCYCLING E FOOD WASTE

By 01/14/2021 Uncategorized

Che cos’è l’Upscaling – o per essere più precisi Upcycling – è la creazione di prodotti, alimentari e non dallo scarto di produzione di altri prodotti. Quello che si nota è che forse in passato abbiamo sbagliato qualcosa nella metodologia di produzione dei nostri beni perché gli scarti magari finivano in discarica, oggi invece diventano materia prima. Dobbiamo immaginare il nostro pianeta come un’astronave dove tutto deve essere misurato e riutilizzato.

Pensiamo che nella filiera alimentare, ben 1/3 di tutta la produzione finisce inesorabilmente nella fossa o peggio, dispersa in natura. Se pensiamo che 1/5 di quel terzo è buttato via solo perché non risponde a standard estetici, è una follìa.

Stiamo parlando di una quantità di cibo che, nel passaggio dal campo fino al nostro frigorifero si deteriora, si ammacca, scade e non viene consumata.
Questo genera una quantità di rifiuti impressionante!
Solo in Italia lo spreco alimentare – dal campo alla tavola – corrisponde a circa 3 milioni di tonnellate all’anno, (dati LMM, 2011) e comporta un’emissione di CO2 che supera i 5 milioni di tonnellate considerando anche le emissioni legate al loro smaltimento.

Oltre all’impatto ecologico di questi dati, sono da considerare le conseguenze economiche. Acquistare i 3×2, fare scorte esagerate, non acquistare prodotto fresco, costa ad ogni nucleo familiare circa 500 euro all’anno che finiscono nella spazzatura invece di essere utilizzati per acquistare beni, mandare i figli a scuola o andare in vacanza, o addirittura per finanziare Cactus.

Un dato rilevante è che durante la quarantena di marzo, gli sprechi alimentari si sono ridotti del 41%.
Perché? Perché abbiamo passato più tempo in casa, ci siamo presi cura delle nostre scorte e siamo stati attenti alla nostra lista della spesa. Abbiamo acquistato SOLO ciò che realmente ci serviva ma soprattutto abbiamo riutilizzato gli avanzi. Frittate di pasta come se piovesse.

Un altro dato rilevante è che, mentre nella prima parte della quarantena solamente il 42% degli italiani aveva dichiarato di non sprecare cibo in casa, già ad aprile il dato è salito fino al 68%.
Questo ci fa sperare che stiamo cominciando a renderci conto di quanto sia importante l’attenzione verso il nostro cibo e, in un mondo dove – dai dati FAO – si rileva che oltre 2 miliardi di persone non hanno accesso regolare a sufficiente cibo sano e nutriente, e 690 milioni soffrono la fame, questo è un dato importante.

Vorrei chiudere questo mio piccolo intervento con i consigli per gli acquisti:

  1. prima di fare la spesa pianificate i pasti per i giorni successivi – questo sarebbe utile anche alla vostra salute: giovedì gnocchi, venerdì pesce e così via;
  2. Fate la lista della spesa e non comprate cose a caso;
  3. Prima di andare al mercato, controllate bene cosa avete in casa – l’approccio impulsivo non ripaga;
  4. Valutate se le promozioni così allettanti fanno davvero al caso vostro;
  5. Disponete le cose in frigo in base alla scadenza – consumate prima le cose più vecchie;

    In conclusione

Un altro luogo dove si spreca molto cibo è al ristorante.
Quando si è in compagnia allargata si mangia almeno il 27% in più. Inoltre il 48% dei commensali lascia sempre qualcosa nel piatto ma solo 1 persona su 4 chiede di portarlo a casa.

Se non si è abituati alla americanissima doggy-bag per scomodità o per imbarazzo, questo finirà inesorabilmente nel bidone innalzando la CO2 e contribuendo al riscaldamento del pianeta.
Ordiniamo solo ciò che sappiamo mangeremo.

Per approfondire

https://economiacircolare.com/dagli-usa-arriva-lupcycled-food-il-cibo-fatto-con-scarti-e-creativita/

https://www.altroconsumo.it/organizzazione/media-e-press/comunicati/2020/inchiesta-altroconsumo-sui-rifiuti-alimentari

Ascolta la puntata di Cactus in cui ne parliamo

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